Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/07/13 (2^ parte) Data: domenica 13 luglio 2003 21.58 Caro direttore, ho ancora l'età, come ha scritto più volte lei, in cui le speranze non hanno ceduto il passo ai ricordi. E anch'io, come ........ Caro direttore, ho ancora l'età, come ha scritto più volte lei, in cui le speranze non hanno ceduto il passo ai ricordi. E anch'io, come tutti i giovani seppur non più giovanissimi, amo la musica specie se buona. Ma francamente, mi è sembrato un eccesso tutto lo spazio che avete dedicato a Claudio Baglioni in occasione del suo concerto a Bari, quasi fosse sceso Dio in terra. L'ho vissuta come una caduta di tono di chi non ha mai visto nulla di simile e batte le mani al primo venuto. Si dovrebbe viaggiare un po' per conoscere cose e persone, per non ragionare con la mentalità del gregario disposto a farsi calpestare come un tappeto. Dovrebbe farlo soprattutto lei, direttore, sempre pronto a difendere il Sud a parole ma a sfoderare poi un sudismo nei fatti, come in questa occasione. Pensavo che le sue frequenti apparizioni televisive nazionali le avessero fatto bene, ma è bastato il primo Baglioni ad impantanarla nella soggezione e nell'ossequio. Peccato. Paolo Ferrante Bari Risponde Lino Patruno. Caro Paolo, io non so se lei sia appena reduce da Porretta Terme o da New York, se abbia pernottato alla pensione Italia o allo Sheraton, se beva orzata o Bacardi. Perché è molto probabile che osservazioni come le sue le faccia chi ogni sera si addormenta davanti al Costanzosciò piuttosto che chi è uso a percorrere le vie del mondo. Anzi la vedo trascinarsi col suo pigiamino e la sua canottiera, le sue ascelle umide e la sua fronte imperlata, il suo respiro pesante e la sua barba lunga a pontificare su questo e su quello come un reazionario che è contro tutto e tutti essendo escluso da tutto e tutti. Fatta, come si dice, la dovuta premessa, veniamo al dunque. Non mi sembra che Baglioni sia un piripicchio qualsiasi, essendo uno fra i pochi artisti italiani in campo da trent'anni e senza che il tempo lo abbia logorato. Uno che si scrive da sé le canzoni. E che, fra l'altro, non ha mai avuto bisogno di farsi fotografare a Porto Cervo con la velina di turno o di passare per quegli infami salottini televisivi dove si volgareggia in romanesco stretto. E del resto, il suo successo non devo neanche inventarlo io, essendo basato sul pubblico di concerti che sono ogni volta un evento e sulla coda di chi lo aspettava l'altro giorno all'uscita dalla Gazzetta ai 33 gradi della controra: e non parliamo soltanto di ragazzine a caccia di autografi e di baci indelebili. E quanto infine alle telefonate arrivate al medesimo Baglioni al numero verde della Gazzetta, sono arrivate da tutta Italia per l'iniziativa di un giornale del Sud che lei accusa, se non ho capito male, di provincialismo e di sudismo «nei fatti». Il problema è, caro Paolo, che il nostro (anzi il suo) vero sudismo è questo. Questa rancorosa autoflagellazione secondo la quale per non essere meridionali dobbiamo buttare a mare tutto ciò che è meridionale. Compreso il culto per un uomo di spettacolo che raccoglie consenso ovunque vada, anche ad Abbiategrasso o a Voghera dove immagino che, secondo la sua testolina, ci sono quelli che viaggiano, che conoscono cose e persone e che non ragionano con la mentalità di gregari disposti a farsi calpestare come tappeti. Forse lei si sente un tappeto volante spinto dal vento della sua saccenza, ma la soggezione e l'ossequio da mezza tacca se li conservi per quando non avrà più nulla da ruminare. Lasciamo stare le mie apparizioni televisive nazionali, come lei le definisce, e alle quali lei attribuisce una sorta di promozione alla serie A del Mezzogiorno di serie B, mentre per me sono soltanto segno di attenzione per un giornale e soprattutto per i suoi lettori. Fra i quali pare che dobbiamo includere lei, benvenuto col suo senso critico che sempre avrà da noi, come ha avuto in questa occasione, diritto di cittadinanza, riservandomi io l'altrettanto legittimo, mi pare, diritto di replica. E mi permetta di ripetere il ritornello del giornale come piccola enciclopedia della vita di ogni giorno, fatta di riforma delle pensioni, di donne kamikaze, di sogni fugaci per la campagna acquisti calcistica, di orari degli aerei, di stragi familiari e di baglionate. Domani sarà un altro giorno, a Nord come a Sud, e sarà un altro giornale anche per lei, se sarà sopravvissuto all'abbraccio pestilenziale dello sterminato amore per se stesso. Fonte: "Il Gazzetta del Mezzogiorno" ........................... DAVIDE RACCONTA IL SUO GIORNO CON CLAUDIO Se è un sogno, allora vi prego non svegliatemi! Ho incontrato il mio idolo, il mio mito: Claudio Baglioni. Tutto è cominciato qualche tempo fa quando nella mia casella di posta è arrivato il seguente messaggio dalla redazione del giornale "La Sicilia": Iniziativa "Scrivi a Claudio Baglioni". L'iniziativa invitava tutti gli appassionati dell'artista romano a formulare una domanda che avrebbero voluto fargli se mai un giorno l'avessero incontrato. Le migliori domande sarebbero poi state selezionate da una giuria specializzata e i vincitori avrebbero avuto la possibilità d'incontrare il cantautore romano alla vigilia dell'ultima data del suo "tour kolossal" a Catania. A dir la verità all'inizio stavo per cancellare il suddetto messaggio, anche perché ho subito pensato, avendo avuto in passato esperienze di questo tipo, che sarebbero state scelte persone "interne" alla redazione del giornale: i soliti "raccom... ehm... fortunati". Poi ci ho ripensato. Non so bene cosa mi abbia spinto a partecipare; sta di fatto che ho mandato alla redazione del giornale la seguente domanda: "Caro Claudio, ti sei mai chiesto come sarebbe stata la tua carriera se non avessi mai scritto Questo piccolo grande amore, canzone che ti ha consacrato al grande pubblico?". Domanda, secondo me, non frutto di chissà quali grandi riflessioni! Da quando avevo spedito quella famosa e-mail era passato ormai un bel po' di tempo e nemmeno ci pensavo più fino a quando il 9 luglio - data che rimarrà impressa nella mia mente come lo scoppio della seconda guerra mondiale - aprendo la mia casella di posta ho letto il seguente messaggio: "Mittente: segreteria La Sicilia Web. Oggetto: Concorso Scrivi a Claudio Baglioni. Messaggio:gentile lettore, siamo lieti di comunicarti che il tuo messaggio inviato per il concorso Scrivi a Claudio Baglioni è tra i quindici selezionati dalla giuria. Sei così tra la rosa dei 15 fortunati che avranno la possibilità di incontrare l'artista alla vigilia del concerto catanese del 12 luglio e di partecipare all'evento musicale. Con una nuova mail, la redazione de La Sicilia ti indicherà domani l'orario e il luogo dell'incontro con Claudio Baglioni e le modalità per ritirare il biglietto di ingresso al concerto. Grazie per aver partecipato". La mia reazione: sguardo perso nel vuoto per almeno 10 minuti, choc, incredulità e chi più ne ha più ne metta. Non ho riletto subito il messaggio perché ho preferito andarmi a sciacquare il viso nel caso in cui la stanchezza dopo una giornata di studio mi avesse giocato un brutto scherzo. Sono riandato al computer e ho riletto il messaggio: era vero, era tutto vero! Sinceramente non ero ancora sicurissimo: pensavo che si sarebbe potuto trattare anche di uno scherzo e allora mi sono calmato un po' aspettando il giorno seguente in cui mi sarebbe dovuta arrivare l'e-mail di conferma. Il giorno dopo invece della e-mail mi è arrivata una telefonata: era la redazione che mi dava conferma. In quel momento non ho avuto più dubbi: al telefono era una certa Francesca Magrì e scambiando la sua voce per quella di un angelo l'ho ringraziata infinitamente di tutto. Chiudendo però mi sono accorto che mi ero fatto prendere dall'emozione e che non avevo capito una parola di tutte le informazioni che mi aveva dato. Ho richiamato e mi sono fatto spiegare cosa mi sarebbe capitato nella giornata in cui avrei incontrato Claudio. Giorno 12 luglio: il giorno dell'incontro! Sveglia alle 6, preparazione e via per la stazione dove avrei preso il pullman delle 8. Arrivo a Catania alle 10,40. Mi dovevo presentare alla redazione del giornale un po' prima delle 16 in quanto la conferenza con Claudio sarebbe stata dalle 16 alle 17. Avevo deciso di andare un po' in giro per Catania, tanto per ingannare il tempo, quando improvvisamente mi è arrivata una chiamata inaspettata al mio cellulare. Chi era? L'addetto stampa di Claudio Baglioni, il signor Sebastiano Timpanaro. Mi invitava a passare un giorno con Claudio perché era rimasto simpaticamente colpito dalla mia "strana" reazione alla selezione per il concorso. Mi ha detto di rilassarmi, di mangiare qualcosa, perché nel pomeriggio mi avrebbe portato da Claudio in albergo. Mi ha chiamato nuovamente verso l'una e mi ha detto di raggiungere l'albergo dove alloggiava Claudio. Mi sono precipitato immediatamente e il signor Timpanaro era davanti all'albergo che mi aspettava. Siamo entrati e ci siamo accomodati momentaneamente nel salotto dell'albergo. Dopo siamo saliti sopra al secondo piano dove Claudio a breve avrebbe tenuto due interviste: una per la Rai e una per Radio Telecolor. Verso le 14,30 è arrivato Claudio. Ero in estasi, era lui davanti a me. Si è avvicinato con il signor Timpanaro che gli ha raccontato un po' la mia vicenda, prima d'incominciare l'intervista, mi ha fatto un bellissimo autografo con dedica sulla copertina del nuovo album: "L'uomo della storia accanto", che mi ero portato; e poi anche due foto, sia con lui che con la sua compagna Rossella Barattolo. Quindi le interviste e verso le 15,50 siamo andati tutti alla redazione del giornale "La Sicilia" per la famosa conferenza. Altro sogno che si avverava: io nella Mercedes con l'autista di Claudio Baglioni! Ad aspettare Claudio fuori dall'albergo un folto gruppo di irriducibili. Claudio ha fatto fermare la sua macchina e disponibilissimo come sempre ha firmato qualche autografo. Siamo dunque arrivati alla redazione del giornale e alle 16 e qualche minuto è cominciata la conferenza. Ultimo sogno avverato: ho fatto la mia domanda a Claudio, quella che mi aveva permesso di vincere il premio, e lui mi ha risposto dicendomi che probabilmente la sua carriera non sarebbe mai iniziata se non avesse scritto "Questo piccolo grande amore". In seguito ho avuto anche la possibilità di fargli una seconda domanda, questa volta non a nome mio ma a nome della lista di discussione di cui faccio parte: Reginella. In breve è una mailing-list dove gli iscritti, più di mille, condividono la stessa passione per Claudio. Il tema portante della lista, via Internet naturalmente, è: "Claudio Baglioni e l'influenza sulle nostre vite". La domanda in questione è stata: "Claudio, io so che quando hai pubblicato l'album Oltre hai inserito solo 20 delle 35 canzoni che avevi scritto. Le altre che fine hanno fatto?". Lui mi ha risposto dicendomi che a volte non tutte le canzoni che uno scrive poi vengono inserite nell'album e che quindi si perdono inevitabilmente. Si è passati poi alla foto singola con Claudio in cui mostravamo il biglietto omaggio che ci hanno regalato per il concerto di Catania e alla foto di gruppo per la redazione del giornale. Qui è finito il mio meraviglioso incontro con Claudio e ancora emozionato mi appresto a tornare a casa già pensando al meraviglioso concerto che vedrò. Concludo dicendo che non ho mai avuto tanta fortuna in vita mia, non ho mai provato un emozione così grande e che forse mai più proverò. Come dice Claudio: "Il sogno è sempre": Fonte: "La Sicilia.it" ........................... Quali sono i libri preferiti dagli italiani in vacanza? Secondo un'indagine vince il genere poliziesco. Noi l'abbiamo chiesto ad alcuni personaggi GIALLI, STORIE, BIOGRAFIE. ECCO I BESTSELLER DA SPIAGGIA di Margherita d'Amico Per l'acquisto di un libro, la maggioranza degli italiani chiederebbe consiglio a Fiorello. «E' il risultato di un nuovo sondaggio che evidenzia quanto l'editoria si muova ormai al seguito di cinema e tv», spiega Giuliano Vigini, presidente della casa editrice Bibliografica. «Alla domanda "chi ha scritto Il nome della Rosa ?" il 47% degli intervistati ha risposto "Sean Connery" e solo il 18% ha attribuito la paternità del celebre romanzo a Umberto Eco». Nell'ambito del gradimento nazionale Vigini individua tre filoni: primo quello del thriller-poliziesco-giallo sempre in auge e tanto sostenuto dal piccolo schermo. Secondo, quello del romanzo storico, la memorialistica e le biografie. Terzo, le raccolte di battute dei comici di grido a sottolineare come il mercato librario punti più sui personaggi che non sulle opere in sé. Ma l'italiano più rappresentativo in assoluto, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, non si omologa alle scelte dei suoi compatrioti. L'estate gli suggerisce la rilettura della Storia d'Italia di Francesco Guicciardini, ricevuta in omaggio in una splendida edizione settecentesca dal prefetto di Sondrio. Per preparare una serie di discorsi il presidente lavorerà quindi su Storia del secolo XIX (Adelphi) di Benedetto Croce, infine studierà un volume edito dalla Marina Militare sull'affondamento della Corazzata Roma a opera dei tedeschi nel 1943. Il 9 settembre ne cade appunto la ricorrenza e Ciampi si prepara a una celebrazione ufficiale in mare aperto. Sua moglie, la signora Franca , aderisce al contrario al diffuso gusto per il ritratto, ed ha appena terminato La scrittrice abita qui (Neri Pozza) di Sandra Petrignani, in cui l'autrice disegna figure come quelle di Grazia Deledda, Marguerite Yourcenar o Virginia Woolf attraverso la descrizione delle rispettive abitazioni. E l'arbiter librorum Fiorello ? Gli italiani sappiano che in vacanza il popolare showman porterà Il disco del mondo di Walter Veltroni (Rizzoli). Gliel'ha suggerito il fratello Fiorellino, che l'ha trovato bello e assai triste. E' nell'eventualità di doversi tirar su, dunque, che Fiorello si è anche munito di una copia di Tutte le barzellette su Totti (Mondadori) del calciatore in questione, oggi anche campione d'incassi e di classifica. A sua volta Francesco Totti ha intrapreso la lettura dei romanzi di Andrea Camilleri (Sellerio) che hanno come protagonista il commissario Montalbano: visti alcuni dei film girati da Alberto Sironi per la televisione, se n'è lasciato sedurre. Anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni , si dedica alla narrativa pura, ed è in procinto di affrontare Le correzioni di Jonathan Franzen (Einaudi), affresco di nevrosi familiari della borghesia americana. Il leader dei Ds Piero Fassino si interessa piuttosto alla vicenda di emigranti del Sud narrata in Vita (Rizzoli) da Melania Mazzucco, fresca vincitrice del premio Strega. Lontane dal puro intrattenimento invece le letture del presidente della Commissione europea, Romano Prodi , il quale non ha ancora compiuto il rituale giro in libreria previsto per la fine di luglio. In attesa di nuovi acquisti, tiene sul comodino Histoire de la Guerre Froide (Fayard) di André Fontaine, ex direttore di Le Monde , che muove dall'invasione della Manciuria da parte del Giappone nel '45 e conclude la sua riflessione al principio degli anni Ottanta. Prodi ha anche letto di recente I musulmani d'Occidente di Tarik Ramadam da noi non ancora pubblicato e Resistenza e resa (Edizioni Paoline) di Dietrich Bonhoeffer, il teologo assassinato su diretto ordine di Hitler nel campo di concentramento di Flossenburg. Lettore allenatissimo, Giuliano Amato sta finendo il romanzo Middlesex (Mondadori) di Jeffrey Eugenides, americano di origine greca che qui narra con tratto brillante di un ermafrodita. Lo attende poi Lo specchio e il santuario. Storie di americani nel Giappone Maiji (Feltrinelli) in cui Robert A. Rosenstone ricostruisce l'incontro fra Giappone medievale e Occidente moderno a metà Ottocento. Assai concentrata sulle questioni inerenti l'istruzione delle donne in Africa, il premio Nobel Rita Levi Montalcini predilige gli aggiornamenti sulla ricerca scientifica e i temi antropologici. L'ultimo libro ordinato dalla grande scienziata porta la firma dell'ex presidente della Commissione europea, Jacques Delors, e si chiama Nell'educazione un tesoro (Armando Editore). Il regista Mario Monicelli si affida piuttosto a una penna femminile che definisce «cattiva, spiritosa, essenziale»; è Penelope Fitzgerald tutta edita da Sellerio, incluso l'ultimo La casa sull'acqua . Chimera (Mariner Books) di John Barth in lingua originale, che valse al suo autore padre del Postmoderno il National Book Award, è il titolo scelto dal ragazzo cattivo della tv Daniele Luttazzi . A sua volta scrittore di bestseller per Feltrinelli, il comico emiliano intende tuffarsi nell'ossessione poetica di Barth popolata da figure mitiche come Perseo e Bellerofonte, mentre in edicola sta per lanciare un cd rom battezzato Criminoso , dall'epiteto indirizzatogli dal premier Silvio Berlusconi. Difficile, in questi giorni concitati, scoprire le letture al caldo dei rappresentanti del governo. In panchina ma sempre attivo, il neoprofessore di Politica economica Paolo Cirino Pomicino sta leggendo Capire il potere di Noam Chomsky (Marco Tropea editore). Dopo essere uscita per ben due volte in lacrime dallo spettacolo Tango con Rolando Ravello e Paola Zanni, l'attrice e conduttrice Paola Cortellesi è corsa a procurarsi il libro di Massimo Carlotto da cui la rappresentazione era tratta: Le irregolari (edizioni e/o) che racconta di abuelas, nonne argentine alla ricerca di nipoti perduti. Appassionata d'infanzia, la Cortellesi impugnerà poi Certi bambini (Einaudi) di Diego De Silva. Ben diversi dagli adolescenti alle prese con la camorra dello scrittore napoletano, sono I bambini infiniti - storie di campioni che hanno giocato con la vita (Mondadori) di Emanuela Audisio: Mike Tyson, Mohammed Alì e altri controversi eroi sportivi di cui il presidente del Coni Gianni Petrucci ha appena iniziato a leggere. Se il cantautore Claudio Baglioni rimane fedele al prediletto Erri De Luca con il recente Il contrario di uno (Feltrinelli), per predire alcuni successi del prossimo autunno basta spiare fra le letture di Gian Arturo Ferrari , direttore generale della divisione libri di Mondadori: Absolute friends di John Le Carré, il thriller storico Pompei di Robert Harris di prossima uscita appunto da Mondadori e Il petalo cremisi e il bianco di Michel Faber, presso Einaudi a ottobre, avventure neovittoriane di una prostituta inglese. Fuggito in ritiro estivo pochi giorni fa, il principe della narrativa italiana Andrea Camilleri ha infilato in valigia le Memorie intime di Georges Simenon (Adelphi): «Intanto è un libro lungo e mi durerà un po'», osserva, «e poi mi interessa assai: sono sicuro che Simenon l'ha riempito di bugie». Fonte: "Il Corriere della Sera" ........................... SPOT & SPOT Roma Manfredi stazionario Restano stazionarie le condizioni di Nino Manfredi, ricoverato in un ospedale romano in seguito ad un'emorragia cerebrale. L'attore e regista è stato sottoposto ieri ad una Tac e, secondo i medici dell'ospedale, il quadro clinico resta immutato rispetto ai giorni scorsi. ieri sera Ultima data per Baglioni Dopo l'ultimo degli otto concerti-evento negli stadi, che si è tenuto ieri a Catania, Claudio Baglioni partirà da novembre con un tour nei palasport. È di 250 mila spettatori il bilancio complessivo degli otto spettacoli negli stadi di Ancona, Padova, Milano, Firenze, Napoli, Roma, Bari, Catania. Le otto "feste", con un allestimento imponente, hanno visto la partecipazione di oltre 400 performer sempre diversi, selezionati di volta in volta in ogni tappa del tour. Oltre a centinaia di giovani talenti, anche grandi nomi del panorama musicale hanno duettato con Baglioni. stati uniti Fantascienza con Scorsese Una serie tv di fantascienza per Martin Scorsese: il regista newyorkese produrrà, infatti, la miniserie «The Twelve» per il canale americano Sci-Fi. La miniserie racconterà di un detective dell'Fbi che, dopo aver assistito a misteriosi avvenimenti, si convince che il giorno dell'apocalisse è imminente. Fonte: "La Provincia di Como" ........................... Prosegue la rassegna jazz alla terrazza Prosegue la rassegna jazz alla terrazza dell'Arena del Sole che domani sera avrà per protagonista la cantante bolognese Deborah Bontempi, accompagnata al piano da Massimo Testa e Dotto al contrabbasso. Ospite d'onore della serata, che avrà inizio alle 21, Angela Parisi che regalerà agli spettatori un assaggio del repertorio costruito nel tempo accanto a big del mondo della canzone italiana: da Zucchero a Claudio Baglioni, da Anna Oxa a Lucio Dalla. Il bar L'incontro, promotore della serata, proporrà, sulla terrazza che guardavia Indipendenza, aperitivi e un abbondante buffet. Fonte: "Il Resto del Carlino" ........................... *** Visitate: http://www.brever.net/rassegnastampa Rassegna Stampa sul web in formato .txt -- -----------Domeus Informa--------------------------------------------------- SALTA A BORDO DI GOOD YEAR EXPLORA! 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